Il Paese Del Tramonto

by Unreal City

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  • Compact Disc (CD)

    Il Paese Del Tramonto - Unreal City (AMS 240CD, 2015)

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  • Compact Disc (CD)

    Il Paese Del Tramonto - Unreal City (AMS Records AMS240CD, 2015)
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    Il Paese Del Tramonto (Limited autographed CD) + Unreal City's Tour T-Shirt (limited ed.) + Limited autographed promo card

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    La Crudeltà Di Aprile + Il Paese Del Tramonto CDs

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about

Unreal CIty's new album Il Paese Del Tramonto, out on Jan, 15th 2015. Produced and distribuited worldwide by AMS/BTF Records.

credits

released January 15, 2015

Recorded at Hilary Audio Recording Studio (Sori, Italy) during August 2014.

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about

Unreal City Parma, Italy

Unreal City is the name of a young italian progressive rock band based in Parma, Italy.
They published their debut album, La Crudeltà Di Aprile, in April 2013 (produced and distribuited by Mirror/BTF Records).
During 2014 the band took part in several international musical events.
On 15th January 2015 Unreal City's second album, Il Paese Del Tramonto, will be released worldwide by AMS/BTF Records.
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Track Name: Oniromanzia (Il Paese Del Tramonto)
Apri gli occhi nel biancore
Del riflettere del sole
Sulle sabbie senza fine

Nel mio sogno illuminato
D’improvviso si dischiuse
La coscienza dell’eterno

Vidi l’uomo e le stagioni
I suoi giorni, le sue ore
Le sue ignobili viltà

Là nei simboli del tempo
Negli archetipi del mondo
Il suo viaggio cominciò

Gridava la pantera
Immolata sulla croce
Il suo dolore al padre

Portava nelle carni
La natura della storia
Dell’eguale il ritorno

Come i figli ribelli
Nell’orda dell’inizio
Andava Edipo il saggio

Di Dioniso la fine
L’eucaristica funzione
Si ripete in ogni età

Nel sogno tutto si disperde

Di menzogne e verità le memorie si confondon dentro me
In quel deserto dove il falso regna in nome di pietà

Da lontano una città chiusa nel nucleo di una nuvola di pietra
Oltre il piacere, oltre il sogno, oltre tutta la realtà.

Nella città, nubi le mura, tetre sfingi per le vie
Varcai la porta del paese dove il giorno non vien mai
Track Name: Caligari
L’ipnotista si muove sotto un cielo fumoso
Fra i rumori del circo con i suoi baracconi
Dal suo nero cappello obliquo come l’inferno
Estrae un gigante dormiente e dice all’improvviso:
”Questa, la mia grande intuizione, un uomo asservito ad un solo padrone
Sveglio dal suo sonno perenne predice il futuro osservando le stelle”

Ma le stelle da sfondo in quella notte di sangue
Fecero a misfatti ignobili ed indegni del mondo
Brancolando nel buio come un lupo disperso
Il suo servo s’aggirava mentre tutt’attorno
Lento si muoveva il vento, la notte premeva con violenza sull’alba
Il dottore dallo strano cappello suonava un harmonium sfiatato dal tempo.

Caligari, e le sue ombre perverse e strane
Il suo inferno nel mio profondo
Corrode l’anima dentro il sogno
E dentro me.

Caligari, su pareti imbottite il sangue
Rosso di ferite senza voce
Di anime senza redenzione
Come te.
Track Name: La Meccanica Dell'Ombra
L’esatta e luminosa geometria
Frattali danzano in balia del vento
Qui il percetto svanisce
Ancor prima che gli occhi ne colgano il senso.

Da un bagliore nato a fior dell’acqua
Emerge l’ombra del mio vero io, sento
Il nome di lei risuonar negli abissi del cosmo
Per un attimo inonda l’universo

L’ombra cresce ad oscurar le stelle
distese d’ossa ad ammantarne il volto
Nel paese del tramonto, il tribunale dai mille occhi bianchi
Pronunciar la mia estrema condanna

Respira l’aria tersa della notte
persa esce fiele dalla bocca inversa
resta solo quello che non cambia
la meccanica dell’ombra.
Track Name: Il Nome Di Lei
Respiravo dai suoi occhi e dalle labbra la paura
Il grido d’un cervo, il cadere della neve s’arrestavano irreali
Non ero io, a guardarla mentre fredda alla morte s’arrendeva
Il mostro che vidi riflesso nei suoi occhi
Non ero io, con le mie mani
Strette attorno al suo collo

Non andar via lontano da me, il tuo morir
In quel nulla il suo nome gridai.

Gli occhi suoi sereni non riaprì quella mattina
Giù al fiume fra acquitrini, sterpi e rovi
Il freddo del suo volto ed il mio pianto rimanevano
L’unica cosa vera in quel mio mondo

La sentenza terminò poi tutto il cielo si fece fuoco
L’acqua dello stagno evaporata
Il gran giudice rideva nel silenzio più assordante
Delle colpe che protessi da me stesso dentro il sogno.
Track Name: Lo Schermo Di Pietra (κένωσις)
Si muove ora sotto l’acqua la sua immagine, vista solo dalla luna
Mentre gli ultimi rintocchi di campane andavano perdendosi in quell’immenso vuoto
Che rideva come un assassino, come me, come tutti gli altri
Ripeteva ai sacerdoti del tramonto che sempre il male s’annida negli anfratti
di amanti andate, di sirene urlanti oscenità dal mondo nuovo
Anfratti grigi come schermi di pietra, come i chiodi che mi legano alla croce.

Le notte qui mi consumava
Pulsando come il sangue nelle vene
Là, in quel paese assurdo
Dove notte e giorno si confondono in caldo e freddo miele e cenere


Come Sisifo con la sua pietra
Sconta la condanna per la sua empietà
Restò di me soltanto il guscio vuoto di una larva
Senza più un’umanità

Crolla il tempio degli occultamenti
a guardia della sola possibilità
Rifiutare il sogno e la sua luce rifiutar
La sua splendente vacuità


Il giardino della fine
Non è che un'altra meta di una vita senza scopo,
di un sepolcro bianco come neve al sole, come son io

Il crepuscolo dell’uomo
Non è che un altro inizio, un'altra verità,
un altro fallimento del mio volere esser Dio.
Track Name: Ex Tenebrae Lux
Guardo il volto nell’abisso mentre lento si disperde
L’aria carica d’incenso lascia un vuoto dentro me
Persi un battito, un respiro, poi la vita in un secondo
Una maschera di vetro mi impediva di
Osservar tutto il mio spirito dileguarsi come luce
In fulgidi raggi eterei sublimar l’oscurità

Ora quell’abisso mi guarda dall’interno
Posso rifiutarlo o fondermi con lui.

Nel sogno la sua strada s’interruppe bruscamente in quel deserto
Il simbolo divenne verbo chiaro più del giorno e delle stelle
Che spietato chiamava a sé nelle prime ore del tramonto
Le paure e le necessità, le pulsioni e i desideri del mio corpo

La Crudeltà di Aprile a mietere altre vittime
Penetra come ieri il suo dolce profumo

Ascendeva dalle tenebre Astarte incantatrice, ingannevole
Vidi il volto suo nell’acqua, nel fuoco e nella terra, e in tutto ciò che è.


- L’aria sale e scende, il petto sale e scende, come mille ascensori di vetro si gonfiano e si plasmano i miei organi, ma non respiro. Cerchi concentrici respingono i miei tentativi di evoluzione, mentre sogno di cominciare a vivere e di tornare a morire: cenere alla cenere. Polvere alla polvere. -


- Continuo a ripetere le cose per poterle controllare: lancio il rocchetto, richiamo il rocchetto, lancio il rocchetto, richiamo il rocchetto, in eterno. Il rocchetto è la mia ragione di vita. Non sono più morto. Non sono ancora vivo. Sono al centro. -


Apri gli occhi nel biancore
Circondato dal torpore
Del soffio primordiale

Una cellula infinita
Angosciata dal suo fato
Sull’orlo della vita

Come il primo padre del branco
Nell’orda dell’inizio
Ebbro del suo narcisismo

Condannato al dubbio eterno
Tra l’amore e la necrosi
Riprodursi o regredire

Il sogno
Non avrà mai fine.